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Mauro Di Berardino was born in Chieti on 17 February 1978
ENGLISH – Instagram Profile : https://www.instagram.com/mauro.diber/
Mauro initially trained as a self-taught, later he started attending the
 world of art. He befriends established artists from whom he finds new stimuli
 which lead him to discover other techniques.
Basically he paints on canvas or linen paper with acrylics, ink and oil pastels
 the latter mainly uses it to let himself go on the canvas, free as a waterfall.
 In his initial phase the subjects of his works are mainly the eyes, he dedicates most of them
 of the time to realize the look, which according to him must transport the observer.
 Painting is a blind profession. One does not paint what one sees, but what one does
 he feels, what he says to himself about what he has seen.
“My inebriation in art is the eyes. The look on a support
 two-dimensional, artifact, but at the same time able to hypnotize you, kidnap you, like
 a real, real look. If the eyes are the mirror of the soul I get intoxicated with
 the presumption of putting it on paper “
Painting is going out of oneself, forgetting oneself, preferring anonymity to everything and
 sometimes risk not being in agreement with your own century and with the
 contemporaries. It is an act of opening a passage through an iron wall
 invisible that seems to lie between what you hear and what you can.
In the second phase that begins after a contamination by Twombly and Basquiat he decides to stop painting the eyes and make the whole work like a soul that is at the bottom of the eye. It detaches itself from the figurative style to embrace the NeoExpressionism where it manages to express itself fully, here it has a qualitative leap. His paintings are sold everywhere, modern art museums invite him, he will also participate in the Guinness Book of the Montez Gallery.
Art experts begin to notice it with very enthusiastic criticism:
Paints like the best 4 American artists
His paintings look alive
-Seems the son of Jean Michel Basquiat, a mixture of archaic tribalism and esoteric graffiti whose codes are not all intelligible, as semiology wants. An opera d’erte is an externalization, an urgency of our conscious and unconscious, of senses and contradictions like the personality of the person who performs it complex and multifaceted … they are undoubtedly of strong impact and prefer more emotionality that aesthetics


Mauro Di Berardino nasce a Chieti il 17 febbraio 1978
ITALIANO – Profilo Instagram : https://www.instagram.com/mauro.diber/
Mauro si forma inizialmente come autodidatta , in seguito inizia a frequentare il
mondo dell’arte. Stringe amicizia con artisti affermati dai quali trova nuovi stimoli
che lo portano a scoprire altre tecniche.
Tendenzialmente dipinge su tela o carta telata con acrilici,inchiostro e pastelli ad olio,
quest’ultimo lo utilizza principalmente per lasciarsi andare sulla tela , libero come una cascata.
Nella sua fase iniziale i soggetti delle sue opere sono principalmente gli occhi, dedica la maggior parte
del tempo a realizzare lo sguardo, che secondo lui deve trasportare chi lo osserva.
La pittura è una professione da cieco. Uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che
sente, ciò che dice a sé stesso riguardo a ciò che ha visto.
“La mia ebbrezza nell’Arte sono gli occhi. Lo sguardo ritratto su un supporto
bidimensionale, artefatto, ma che nel contempo riesca a ipnotizzarti, rapirti, come
uno sguardo vero, reale. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima io mi inebrio con
la presunzione di metterlo su carta”
Dipingere è uscire da sé , dimenticare sé stessi, preferire l’anonimato a ogni cosa e
rischiare talvolta di non essere in accordo con il proprio secolo e con i
contemporanei. È un atto di aprirsi un passaggio attraverso un muro di ferro
invisibile che sembra trovarsi tra ciò che si sente e che si può.
Nella Seconda fase che inizia dopo una contaminazione di Twombly e Basquiat decide di smettere di dipingere gli occhi e rendere l’intera opera come un’anima che si trova in fondo allo sguardo. Si distacca dallo stile figurativo per abbracciare il NeoEspressionismo dove riesce ad esprimersi pienamente, qui ha il salto di qualità. I suoi quadri vengono venduti ovunque, i musei d’arte moderna lo invitano, parteciperà anche al guinness dei primati della galleria Montez.
Gli esperti d’arte iniziano a notarlo con critiche molto entusiasta:
– Dipinge come i migliori 4 artisti americani
– I suoi quadri sembrano vivi
-Sembra il figlio di Jean Michel Basquiat, un misto di tribalismo arcaico e graffitismo esoterico i cui codici non sono tutti intelligibili come d’altronde la semiologia vuole. Un’opera d’erte è un’esternazione, un’urgenza del nostro conscio e inconscio, di sensi e controsensi come la personalità di chi la esegue complessa e sfaccettata…. sono senza dubbio di forte impatto e prediligono più l’emotività che l’estetica